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PEOPLE AT WORK-I INCONTRO

Cagliari 10 ottobre 2012

Per quelle due ore io mi prenderò cura di te e non dovrai pensare a niente

                                                                                                                            Francesca

Possedere senza limiti un tempo scandito che non ti appartiene ma diventa nelle tue mani ampolla una responsabilità che trascende qualunque conoscenza pregressa. Perché quel tempo ritorto è un frammento di vita ignota che puoi manipolare piegare ricomporre come un cappellaio monco dilatando quei secondi inanimati fino a farli diventare coscienza o negazione. E se la temporalità è fissata da un percettibile sarcofago di ingranaggi misteriosamente animati nel loro scorrere dentellato l’illimitatezza risiede nella multiforme definizione di traiettorie possibili. La consapevolezza del potere ridefinire una giornata umana secondo una benefica certezza che polverizzi il fragore livido e tumefatto di un confronto che scheggia spicchi di benessere incrinandoli fino a farli barcollare mi rende impavida. La responsabilità è coraggio. Voglio essere compensazione illustre di scavalcamenti iniqui conforto prismatico di mancanze vetrate benessere magmatico di deragliamenti egoisti. Non posso plasmare un essere dimentico dei fumi anemici che lo hanno incancrenito ma posso nell’istante definire orbite ellitiche che disegnino mondi ardimentosi da inanellare come amuleti primigeni contro un vivere famelico che sottrae laido senza compensare. Vi chiedo l’abbandono l’amnesia l’atarassia. Ed io vi darò presenza ricordo brivido.

Pubblicato il 11/10/2012 alle 0.31 nella rubrica Diario.

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