Le cose non si considerano per quel che sono, ma per quel che appaiono.
Baltasar Gracián
“Siamo tutti pagliaccetti ballerini. Sorridiamo ma abbiamo gli artigli”.“Indagine sullo spietato Pallino” è tutta qui. Nella frase pronunciata da Dogstone, uno dei quattro personaggi che raccontano “una delle storie di Pallino”. Rivelare la natura di Pallino significherebbero svelare il mistero che è alla base della intelligente scrittura drammaturgica realizzata da Valentina Fadda ed Angelo Trofa, protagonisti insieme a Felice Montervino e Vanessa Podda (i quattro costituiscono il Gruppo Batisfera) di questo originale spettacolo andato in scena il 6 ed il 7 marzo al Piccolo Auditorium di Cagliari. Ma tacere equivarrebbe ad eludere il significato dell’ “essere Pallino”, indipendentemente dalle sue fattezze giocoso/gioconde: Gran Maestro di efferatezze ignobili ed innominabili, Pallino è il quinto attore “muto”, il fattore silente della trappola nella quale cadono tre ladruncoli, suoi ex complici (Eva, Kingo e Mortzine) ed il signor Dogstone, vittime consapevoli e conniventi di un gioco al massacro che si conclude “esplosivamente” in tragedia. Ciascun personaggio definisce se stesso in rapporto a Pallino, come se la propria esistenza acquistasse un senso solo se riferita costantemente a questo essere-simbolo che racchiude in sé, nell’apparente innocenza, il male assoluto. L’amore, il tradimento, la fedeltà, la devozione totale ed incondizionata sono i sentimenti che ruotano attorno a questa presenza/assenza, a questo “fantoccio” che diviene importante e pericoloso perché quelli che lo circondano lo definiscono tale: il pensiero sull’essere, rende l’essere reale, dimenticando l’apparenza, mistificando l’essenza. E nel manicheismo dei costumi (bianco/nero=bene/male) interrotti dalla straripante demenza rosso-rosa di Dogstone (il bravo Angelo Trofa), inseriti in una messinscena efficace e minimalista, (frutto della sorprendente creatività di Salvatore Aresu) si consuma questa tragicommedia che rispecchia la quotidianità corrente: ingannati, sfruttati, terminati, gli esseri umani cercano delle risposte al proprio agire, ai propri fallimenti, ai propri sensi di colpa. Se Eva decide di tradire per sopravvivere (una Valentina Fadda sensualmente “noir”), se Kingo utilizza la violenza fisica per scoprire la verità (un “cinematografico” Felice Montervino) se Mortzine si arrovella indecisa tra la vendetta ed il perdono (una “schizofrenica” Vanessa Podda), se Dogstone si sente “qualcuno” idolatrando un altro, lo spettatore non può che essere indulgente: questi personaggi, intrappolati in una vita dove ciascuno ha perso la propria identità, sacrificano tutto per riappropriarsi di se stessi, per tornare ad essere liberi di essere, vivere, credere in qualcosa di migliore. I “pagliaccetti ballerini”, i cui artigli sono da troppo tempo spuntati, sono stanchi di sorridere. Piuttosto che continuare a ballare come fantocci, preferiscono rischiare. E se il prezzo per quella libertà, per quell’essere ciò che si è senza maschere è la morte, che morte sia. Anche se il male trionfa.
INDAGINE SULLO SPIETATO PALLINO
spettacolo teatrale di Valentina Fadda e Angelo Trofa con Valentina Fadda, Felice Montervino, Vanessa Podda e Angelo Trofaregia Gruppo Batisfera voce registrata Elio Turno Arthemalle scene e costumi Salvatore Aresu disegno luci Basilio Scalas tecnico luci Lorenzo Perra tecnico audio Emanuele Masillo