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Diario
9 marzo 2010
INDAGINE SULLO SPIETATO PALLINO

Le cose non si considerano per quel che sono, ma per
quel che appaiono.
Baltasar Gracián
“Siamo
tutti pagliaccetti ballerini. Sorridiamo ma abbiamo gli artigli”.“Indagine
sullo spietato Pallino” è tutta qui. Nella frase pronunciata da Dogstone, uno
dei quattro personaggi che raccontano “una delle storie di Pallino”. Rivelare
la natura di Pallino significherebbero svelare il mistero che è alla base della
intelligente scrittura drammaturgica realizzata da Valentina Fadda ed Angelo
Trofa, protagonisti insieme a Felice Montervino e Vanessa Podda (i quattro
costituiscono il Gruppo Batisfera) di questo originale spettacolo andato in
scena il 6 ed il 7 marzo al Piccolo Auditorium di Cagliari. Ma tacere
equivarrebbe ad eludere il significato dell’ “essere Pallino”,
indipendentemente dalle sue fattezze giocoso/gioconde: Gran Maestro di
efferatezze ignobili ed innominabili, Pallino è il quinto attore “muto”, il
fattore silente della trappola nella quale cadono tre ladruncoli, suoi ex
complici (Eva, Kingo e Mortzine) ed il signor Dogstone, vittime consapevoli e
conniventi di un gioco al massacro che si conclude “esplosivamente” in
tragedia. Ciascun personaggio definisce se stesso in rapporto a Pallino, come
se la propria esistenza acquistasse un senso solo se riferita costantemente a
questo essere-simbolo che racchiude in sé, nell’apparente innocenza, il male
assoluto. L’amore, il tradimento, la fedeltà, la devozione totale ed
incondizionata sono i sentimenti che ruotano attorno a questa presenza/assenza,
a questo “fantoccio” che diviene importante e pericoloso perché quelli che lo
circondano lo definiscono tale: il pensiero sull’essere, rende l’essere reale,
dimenticando l’apparenza, mistificando l’essenza. E nel manicheismo dei costumi
(bianco/nero=bene/male) interrotti dalla straripante demenza rosso-rosa di
Dogstone (il bravo Angelo Trofa), inseriti in una messinscena efficace e
minimalista, (frutto della sorprendente creatività di Salvatore Aresu) si
consuma questa tragicommedia che rispecchia la quotidianità corrente:
ingannati, sfruttati, terminati, gli esseri umani cercano delle risposte al
proprio agire, ai propri fallimenti, ai propri sensi di colpa. Se Eva decide di
tradire per sopravvivere (una Valentina Fadda sensualmente “noir”), se Kingo
utilizza la violenza fisica per scoprire la verità (un “cinematografico” Felice
Montervino) se Mortzine si arrovella indecisa tra la vendetta ed il perdono
(una “schizofrenica” Vanessa Podda), se Dogstone si sente “qualcuno” idolatrando
un altro, lo spettatore non può che essere indulgente: questi personaggi,
intrappolati in una vita dove ciascuno ha perso la propria identità,
sacrificano tutto per riappropriarsi di se stessi, per tornare ad essere liberi
di essere, vivere, credere in qualcosa di migliore. I “pagliaccetti ballerini”,
i cui artigli sono da troppo tempo spuntati, sono stanchi di sorridere. Piuttosto
che continuare a ballare come fantocci, preferiscono rischiare. E se il prezzo
per quella libertà, per quell’essere ciò che si è senza maschere è la morte,
che morte sia. Anche se il male trionfa.
INDAGINE SULLO
SPIETATO PALLINO
spettacolo teatrale di Valentina Fadda e Angelo
Trofa
con Valentina Fadda, Felice
Montervino, Vanessa Podda e Angelo Trofa regia Gruppo Batisfera
voce registrata Elio Turno Arthemalle
scene e costumi Salvatore
Aresu
disegno luci Basilio
Scalas
tecnico luci Lorenzo
Perra
tecnico audio Emanuele
Masillo
| inviato da auroratomica il 9/3/2010 alle 23:28 | |
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