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auroratomica
il blog di francesca falchi


Diario


29 giugno 2009

Grazia Dentoni la sacerdotessa del conflitto


Donne comuni fuori dal comune

DALLA SABBIA DEL DESERTO ALLA PIETRA DEI NURAGHE

Grazia Dentoni la sacerdotessa del conflitto


L’attrice e performer Grazia Dentoni ritorna alle origini, manipolando la sottilissima sabbia del deserto del Negev e restituendole la consistenza dura, compatta della pietra dei nuraghe, conservando intatta la memoria ancestrale dell’uno per rinnovare quella altrettanto antica e misteriosa dell’altra. E lo fa con un progetto che prende il nome di Nuraxia 2009-Pratiche di Teatro, una residenza per artisti in terra sarda, che si snoda attraverso la storia magica ed in parte sconosciuta che ruota attorno al Nuraghe Arrubiu ad Orroli, utilizzando come punto di partenza, in direzione di un arrivo ancora tutto da creare, i Racconti della nuragheologia di Raimondo Demuro. Dieci giorni (dal 28 giugno al 7 luglio) durante i quali sette artisti selezionati da varie parti del mondo e della Sardegna (Antonella Usai –Torino/India; Nicola Piredda –Sassari;Alexandre Correa-Brasile; Efisio Fois-San Gregorio; Augustine Namatsi Okubo -Kernia; Battistina Casula-Sennori; Sabrina Congiu-Siurgus Donigala) verranno immersi nella magia del luogo apprendendo i segreti e le pratiche teatrali di quella “santa drammaturgia” dell’arte e dei luoghi della quale Grazia è creatrice e profetessa.

Come nasce il progetto Nuraxia

Nasce cinque anni fa con la lettura de I racconti della Nuragheologhia di Raimondo Demuro. In questo progetto la pratica del racconto si intreccia con quella del canto Andimironnai, che è un’invocazione a Venere. Questa invocazione è stata punto di partenza per la stesura di un atto unico teatrale, ambientato nel Nuraghe Arrubiu e che si svolge tra il 3005 avanti cristo e il 2008 dopo cristo. L’argomento principe di questo testo è la ricerca dell’identità.

Perché il Nuraghe Arrubiu

Una storia di famiglia. Mio bisnonno ha scoperto il nuraghe e ha lasciato una mappa dettagliata della sua struttura che poi, una volta che il nuraghe è stato dissepolto e dunque riportato alla luce, si è rivelata esatta.

Un nuraghe sette artisti undici insegnanti (Grazia Dentoni, il maestro Felice Cassinelli, Giancarlo Murranca, Momi Zanda, Zia Zaira Prasciolu, Enrico Euli, Mario Mereu, Angelo Sirigu, Paoletta Dessì, Basilio Scalas e Loich Hamelin) cinque conferenze dieci giorni: numeri che non sembrano scelti a caso per qualcosa che più che a un progetto “artistico” assomiglia ad un rituale magico.

La creazione di un rito è infatti lo scopo di Nuraxia. Insieme con Manuela Uccheddu, che con me ha ideato questo progetto, abbiamo deciso di coinvolgere tutte queste persone non solo per condividere un’esperienza di “riconoscimento” ma anche perché si possa comporre un rito, durante i dieci giorni di pratiche teatrali (riservate agli artisti ospiti), che ponga al centro l’artista come “tramite”, in grado di lavorare sull’idea del conflitto, inteso in senso assoluto, e sulla sua possibile risoluzione. Riportando il nuraghe a quella che io reputo la sua funzione ancestrale, e cioè quella di “incubatore”, i sette artisti verranno condotti “dentro” la struttura nuragica e gli verranno fornite una serie di informazioni scientifiche, storiche e metafisiche, etc. Queste “parti” di conoscenza, una volta ricomposte, ricreeranno una circolarità della sapienza che permetterà all’artista di recuperare la sua funzione di tramite. Nuraxia è in sé una “sfida” culturale: persone differenti tra loro che si confrontano offrendo ciascuna il proprio sapere particolare per originare una unità nella frammentarietà.

Cosa ti aspetti da Nuraxia

Di essere all’altezza del percorso, che si crei uno scambio tra gli ospiti, che tutto quello che prenderà vita in questi giorni possa avere la giusta risonanza. Nuraxia è frutto di una politica culturale che ha riconosciuto il valore di un progetto legato al territorio. C’è stato un momento in cui il progetto sembrava non dovesse realizzarsi a causa di qualcosa di molto prosaico e poco “magico”: la mancanza dei fondi necessari alla sua attuazione. Ma la dottoressa Michela Melis è riuscita all’ultimo momento a trovare i soldi ed oggi posso dire che Nuraxia, grazie alla sinergia che si è creata tra le persone che in questo progetto hanno creduto fortemente, è stato “misticamente” finanziato.

Dal deserto del Negev al nuraghe Arrubiu. Cosa lega questi due luoghi

Innanzitutto la ricerca costante, che fa parte della mia poetica artistica, della “santa drammaturgia” cui si unisce il lavoro che porto avanti da tempo che mira alla risoluzione del conflitto collettivo. Nuraxia sviluppa quella parte della “santa drammaturgia” che interessa il lavoro sulla memoria. Guardi ciò che è stato prima di te, i conflitti che si ripetono nelle generazioni e le modalità di risoluzione. A questo si aggiunge l’idea della residenza, che degli artisti passino del tempo lavorando insieme senza avere avuto, sino al momento dell’incontro, rapporti personali tra di loro.

Cosa porti dal deserto e cosa hai lasciato nel deserto.

Porto un’apertura spaziale e metafisica, legata all’apprendimento di elementi appartenenti alla Kabbalah. Il comporre con il corpo le lettere dell’alfabeto ebraico fa parte del traning fisico di Nuraxia. Nel deserto ho lasciato la prima scuola di circo palestinese, il sogno (realizzato) dell’attraversamento del muro. In una zona dove il conflitto è preponderante, io, che risiedevo in Israele, ho creato qualcosa in Palestina, assolvendo a quella famosa funzione di “tramite” che deve essere propria dell’artista. Il concetto “tramite” in Nuraghia assume anche un senso temporale: l’artista come tramite tra i nuraghe nella loro epoca e oggi, cercando di affermarne la funzione originaria di “incubatori” e, volendo, di “tramite”: nuraghe deriva da nur –ag che significa “torri della luce”.

Luce divina, luce della scienza, luce della conoscenza. Per scoprirlo appuntamento il 7 luglio al calar della sera al nuraghe Arrubiu ad Orroli, per la performance finale di questo rituale di sapienza e magia in terra di Sardegna.

infoananche@gmail.com

http://ananche.cagliariannunci.it/




permalink | inviato da auroratomica il 29/6/2009 alle 20:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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