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Diario
25 maggio 2009
AURORATOMICA 2009-LA VEDETTA
AURORATOMICA 2009-LA VEDETTA
Nemica astiosa d’ogni giuoco infantile e individuale (anche laddove, puerilmente inconscia, simula un qualche interesse estetico), la donna resta schiava-soubrette dell’escremento social-mondano, naturalmente vittima asservita al quotidiano capriccio della tirannia delle plebi
Carmelo Bene

Osservare. Il flusso cangiante la moda imperante la stupidità invadente. Poi destarsi dal torpore causato da un cortocircuito insospettabile (sicura che fosse poi così insospettabile?) che ha obnubilato ottenebrato ostruito i canali d’accesso creando inimmaginabili (ma sei proprio sicura che fossero così inimmaginabili?) ricorsi ritorni repliche ingiallite da secoli di sensazioni emozioni visioni incanutite incattivite per l’eccessivo oblio. E quando ti sei destata ti sembra di aver dormito ere che tutto sia tornato ai primordi delle origini in un present continuous che è flashback inabilitato al flash forward perché non sarebbe altro che un reiterato trapassato (ma sempre attuale) remoto.

Stai lì in silenzio con i pensieri che prendono la rincorsa auspicando una breccia al posto del solito muro pronta all’affabulazione intelligente acuta alla critica costruttiva feroce ma propedeutica quando ti rendi conto che quel reale che credevi di avere superato inducendo un coma profondo delle sinapsi creative è ancora lì intramontabile come la pastina al brodo di dado come la borsa dell’acqua calda sulla schiena il bagno al mare con i tappi di gomma per non bagnarti le orecchie (altrimenti l’otite perforante ti perfora anche al cervello lobotomizzandoti attraverso la membrana timpanica già provata dalle stupidaggini ascoltate ininterrottamente per 38 anni 6 mesi più sette mesi e due settimane di gestazione perché le orecchie appaiono dopo un mese mezzo) i calzini di lana ai piedi prima di andare a letto (in caso di assenza di coscia maschile bollente penitente masochista) l’olio abbronzante al monoi la mutanda comoda (cosa hai sotto? Sei in ordine? Perché se non sei in ordine e ti succede qualcosa che figura ci fai? Come se mentre mi contorco dal dolore dopo essere rimasta vittima di un incidente che non mi ha solo spettinato ma spezzato la prima cosa della quale si preoccupano quelli del 118 è se sono depilata e se ho il coordinato in pizzo e stecche di balena) inestirpabile come i dubbi le paure le incertezze le manie le paranoie che noi donne subiamo evidenziamo nascondiamo manipoliamo inverosimile come questa vita bieca che ti guarda storto che aspetta il crollo emotivo fisico dialettico per ricordarti che niente di quello che credi di possedere di avere raggiunto conquistato è tuo né lo sarà per sempre.

Consapevole. Consapevole che se decido di ritornare a quello stato sospeso in cui la lingua è muscolo inerte il cervello materia inanimata il cuore una pompa motrice meccanica funzionale sognare è inutile. L’utilità del sogno risiede nel suo tentativo di realizzazione. Ciò che rende il sogno sognabile è la sua reale realizzazione. Ed ecco allora come la consapevolezza della concretizzazione di fantasie scaturite da un onirico poliedrico ricco interessante diventa spinta all’azione. Consapevole dell’azione fattiva del sogno. Il reale sognato diviene sogno reale il parlato afasico suono lacerante il pensiero onirico azione creativa. L’osservazione cessa. L’azione principia.
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auroratomica 2009-la vedetta
| inviato da auroratomica il 25/5/2009 alle 19:57 | |
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