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Diario
31 gennaio 2006
GRANITE SPRING THE ONLY ONE SARDINIAN ORIGINAL TRASH MOVIE
Anche la Sardegna ha il suo film trash. Forse nessuno sa che Primavera di granito, del regista nuorese Ignazio Frogheri (in concorso nel 2004 all’Ogliastra Film Festival con Il dolore di un angelo) ha vinto, nel 2002, la prima edizione del premio istituito dal sito Golem (www.radio.rai.it/radio1/golem), Un diamante nella polvere, dedicato “ai talenti oltraggiati e vilipesi”.
Lo sforzo creativo ma soprattutto il coraggio, hanno valso a Frogheri, “il cui estro e fantasia trovano in Primavera di granito piena e completa realizzazione”, l’ambito riconoscimento.
Secondo John Walters, il “papà” del trash cinematografico, “il cinema trash è qualcosa che ti stupisce incredibilmente e allo stesso tempo ti fa ridere, perché esso stesso ride di sé”. Tecnicamente, il cinema trash è un cinema prodotto con budget bassi, con effetti speciali di qualità scadente, pieno di sensazionalismi e provocazioni, di humor e cinismo, a volte consapevoli, a volte no.
Primavera di granito, film d’esordio di Ignazio Frogheri, è decisimente un cult del genere trash Made in Sardinia. Con le sue Panda e le sue Peugeot 205 (al posto delle Alfa e delle Citröen), sembra rifarsi ai film polizieschi anni 70’, quelli di Marino Girolami (regista di Roma violenta, con Maurizio Merli), Mario Caiano (che ha diretto Vittorio Mezzogiorno in Milano violenta) e Bruno Corbucci (indimenticato regista dei film del commissario Nico Giraldi, alias “Er Monnezza”, interpretato da Tomas Milian, ). Datato 2000 e girato a Nuoro, grazie ad un frenetico passaparola, Primavera di granito ha spopolato nell’isola dei bronzetti e del porchetto: come nella migliore tradizione del Rocky Horror Picture Show, gruppi di persone dotate di prodigiosa memoria assistono periodicamente alle vicende di un gruppo di delinquenti locali, “Carezza”, “Mozzicò” e “Whisky”, supportati economicamente dalla studentessa-prostituta Serena ed invischiati in una vicenda di vendita di droga da Monsieur Leblanc (misterioso personaggio dotato di un accento franco-nuorese irresistibile).
Vengono coinvolti nella vicenda un figlio di papà, Sergio, che viene ucciso perché a conoscenza dei particolari di una rapina ad una “Punto” portavalori (ma non si usano i furgoni?) e la sua fidanzata, la candida Vittoria, che si trasforma in una “Nikita” barbaricina, con minigonna e tacchi a spillo, per vendicare l’uccisione di Sergio e lo stupro subito da Johnny, lussuriosa e “granitica” (da qui il titolo…) guardia del corpo di Leblanc.
In una girandola di avvenimenti, emergono alcune scene cult che rendono il film di Frogheri primo (e speriamo non ultimo) esempio di trash poliziesco sardo.
Sono nell’ordine:
lo scippo alle poste di Nuoro (le cui scale antistanti si ritirano magicamente come le acque del Mar Rosso…) , compiuto a bordo di un vespino, ai danni di un incauto vecchietto;
la tentata rapina al porta valori, aspettando il puntuale bisognino (sempre alla stessa ora, sempre sullo stesso albero, manco fosse il Big Ben..) della guardia giurata;
l’assassinio di Johnny da parte di Vittoria (preceduto dallo spogliarello di Serena in stile Crazy Horse “de’ noatri”), in perfetto equilibrio sui tacchi (ma come fa?);
la morte di Monsieur Leblanc schiacciato da un blocco di marmo (ma il granito che fine ha fatto?), con schizzo splatter di sangue sul bianco della pietra.
L’inevitabile happy-end (con l’imperdibile cameo del vescovo di Nuoro) fornisce una bizzarra morale: i delinquenti si redimono, trovano lavoro e amore, mentre i buoni, o finiscono stecchiti o diventano assassini.
I fans accaniti aspettano trepidanti il glorioso giorno in cui anche il talento di Frogheri verrà portato alla luce dal genio riconosciuto di Quentin Tarantino ed invocano sulla testa del regista sardo una pioggia di soldi come le rane bibliche delle piaghe d’Egitto (legge sul cinema permettendo..).
| inviato da il 31/1/2006 alle 14:20 | |
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